"Nella XVII legislatura la sinistra al potere avviò operazioni Mare Nostrum e Triton che favorirono l’arrivo in Italia di oltre 600mila immigrati irregolari"
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi interviene con toni duri nel dibattito su sicurezza e immigrazione, accusando l’opposizione di affrontare solo ora un tema che, a suo dire, è da tempo sotto gli occhi di tutti. Rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia Viva Matteo Renzi durante il question time al Senato, Piantedosi ha sottolineato che gli stranieri risultano responsabili del 35% dei reati, con percentuali ancora più elevate in alcune città e in particolare per determinate tipologie di delitto.
Il ministro ha poi tracciato un confronto con il passato, ricordando la XVII legislatura, quando la sinistra governò il Paese per cinque anni. In quel periodo – ha affermato – operazioni come Mare Nostrum e Triton favorirono l’arrivo in Italia di oltre 600mila immigrati irregolari. Secondo Piantedosi, rispetto alla situazione attuale, in quegli anni i reati erano superiori del 18%, gli omicidi del 33% e gli sbarchi addirittura tripli, così come i morti in mare.
Il ministro ha evidenziato anche come allora i rimpatri riguardassero solo il 2,5% degli sbarcati, contro il 10% attuale, risultato – ha spiegato – delle politiche di rafforzamento dei centri per i rimpatri, che oggi dispongono di oltre il doppio dei posti. A ciò si aggiunge, secondo Piantedosi, la mancata sostituzione di oltre il 30% dei poliziotti andati in pensione in quegli anni.
“Nel complesso – ha concluso il ministro – tutti i dati sulla sicurezza erano decisamente peggiori rispetto a oggi”, rivendicando l’efficacia delle politiche attualmente in atto.