L’intesa allo studio prevede che PSA rinunci alle pretese economiche in cambio del rilancio del piano industriale su Pra’
Una missione strategica, un tavolo delicato e un investimento che può ridisegnare gli equilibri del porto di Genova. A fine mese il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi e il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, voleranno a Singapore per confrontarsi con i vertici di PSA International.
L’obiettivo: chiudere i contenziosi e riaccendere gli investimenti - Al centro del confronto, scrive il Secolo XIX, c’è un’ipotesi di accordo quadro elaborata a Palazzo San Giorgio. La proposta punta a un doppio risultato: superare le pendenze legali e riattivare il piano da un miliardo di euro per l’ammodernamento e la semi-automazione del terminal di Pra’.
Il nodo principale riguarda le richieste risarcitorie avanzate da PSA – circa 60 milioni di euro – legate ai presunti danni subiti dal terminal PSA SECH di Sampierdarena. Secondo il gruppo, la concorrenza del Gruppo Spinelli attraverso il terminal Gpt, negli anni in cui non avrebbe rispettato i limiti di traffico container previsti dal piano regolatore, avrebbe inciso sugli equilibri operativi.
L’intesa allo studio prevede che PSA rinunci alle pretese economiche in cambio del rilancio del piano industriale su Pra’, riportando sul tavolo l’investimento miliardario annunciato quasi due anni fa.
Espansione a mare e nuove concessioni - Il secondo capitolo dell’accordo riguarda gli spazi e le concessioni. L’ipotesi in campo prevede il via libera all’espansione del terminal di Pra’, con uno sviluppo orientato verso il mare anziché verso Ponente, e un possibile allungamento della concessione. In cambio, PSA dovrebbe rinunciare ad alcune aree oggi in uso al terminal SECH di Sampierdarena, ridisegnando così la mappa delle concessioni nel porto genovese.
Tempi stretti e governance incompleta - La trasferta – prevista tra il 25 e il 26 del mese – potrebbe avvenire prima dell’approvazione formale dell’accordo da parte del Comitato di gestione dell’Autorità portuale, ancora non pienamente operativo in attesa della nomina dei revisori dei conti. Una corsa contro il tempo che testimonia l’urgenza politica e industriale della partita.