L'artista si ricongiungerà simbolicamente con il borgo dove aveva vissuto e cui aveva dedicato una delle sue splendide canzoni
Gino Paoli è stato cremato presso il tempio laico Socrem del cimitero di Staglieno, alla presenza dei familiari più stretti,e le sue ceneri verranno disperse nel mare di Boccadasse, uno dei luoghi più cari al cantautore genovese, scomparso martedì all’età di 91 anni. A Boccadasse Gino Paoli aveva vissuto ai tempi della storia con Ornella Vanoni: non a caso Boccadasse era il titolo del brano portante nell'album Ti ricordi? No, non mi ricordo, uscito nel 2005 a vent'anni da Insieme, album doppio celebrativo della tournèe che a metà degli anni Ottanta aveva rilanciato il duo Paoli-Vanoni. La scelta della dispersione delle ceneri, confermata da persone vicine alla famiglia, rappresenta un legame simbolico e profondo con il mare che ha segnato la sua vita e la sua arte.
Paoli si è spento nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo nella sua abitazione sulle alture di Genova, tra Nervi e Quinto, una zona che amava particolarmente per la vista ampia e suggestiva sul mare. Sarà proprio quel mare, così presente nella sua vita e nelle sue canzoni, ad accogliere le sue ceneri dopo la cremazione.
Nel 1974, Paoli aveva inciso I semafori rossi non sono Dio, un album interamente dedicato alle canzoni del cantautore catalano Manuel Serrat, che conteneva Mediterraneo, il brano che tra l'altro apriva le serate della tournée con la Vanoni. A rileggerne i versi conclusivi, sembra oggi un testamento: Se un giorno anche per me arriverà la Signora butterete in mar la barca con un levante autunnale lasciando che il temporale apra la sua ala bianca. E non piangete io rivivo tra la mia terra e un ulivo. Lì nella stretta fascia di un monte più alto dell'orizzonte vedrò sotto il mio mare, il mio corpo sarà sale sarà il bianco di una vela il giallo di una ginestra, vicino al mar perché son nato in Mediterraneo.