Il 27 febbraio è prevista l’approvazione del bilancio di previsione e il progetto “I Custodi del faro” sta andando oltre le aspettative
Il sovrintentendente Michele Galli traccia un bilancio dei suoi primi 300 giorni alla guida del Carlo Felice e rassicura il pubblico sul futuro de Il nome della rosa di Francesco Filidei: l’opera andrà in scena entro il 2030.
"Non si tratta di una cancellazione – chiarisce Galli –. Il mio mandato scade nel 2030 e posso assicurare che Il nome della rosa sarà rappresentata al Carlo Felice entro quell’anno". Il rinvio, spiega, è legato alla necessità di consolidare il nuovo equilibrio economico del Teatro, senza compromettere il percorso di risanamento in atto. L’opera, coprodotta con Teatro alla Scala e Opéra national de Paris, resta comunque una priorità artistica. "Anche l’Opera di Parigi ha posticipato la messa in scena al 2028", sottolinea.
Conti sotto controllo e sostegno della città - Il sovrintendente parla di una situazione finanziaria "sotto controllo e all’attenzione del Consiglio d’indirizzo». Il 27 febbraio è prevista l’approvazione del bilancio di previsione e il progetto “I Custodi del faro” – campagna di partecipazione economica rivolta a istituzioni, imprese e cittadini – sta registrando risultati superiori alle aspettative, segnale della vicinanza di Genova al suo Teatro".
Galli evidenzia inoltre il clima di collaborazione instaurato con le istituzioni locali, dal Comune alla Regione: "Ho trovato un ambiente culturalmente molto stimolante e rapporti improntati a correttezza e cooperazione".
Abbonati in crescita e focus sui giovani - Dopo il calo di presenze registrato nelle passate stagioni, i numeri mostrano un’inversione di tendenza: 1.501 abbonati per la lirica (251 in più rispetto all’anno precedente) e 400 per la sinfonica. L’obiettivo dichiarato è consolidare la platea e ampliare il pubblico giovane. Tra le prime iniziative del nuovo corso, il lancio del progetto educational, che a ottobre ha portato in scena uno spettacolo per le scuole dedicato al Don Giovanni, accolto con entusiasmo. "Ringrazio tutto il personale del Teatro – orchestra, coro, tecnici e amministrativi –: stiamo lavorando insieme per il rilancio del Carlo Felice", conclude Galli.