GENOVA – Per una giornata intera, la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale diventerà il cuore del dibattito nazionale sull’Intelligenza Artificiale. Il 26 febbraio si apre a Genova la Biennale dell’Economia Cooperativa, dedicata quest’anno a “Filosofia, Estetica Cooperativa e Intelligenza Artificiale”, con un programma che unisce pensiero filosofico, ricerca scientifica e applicazioni concrete.
La Biennale dell’Economia Cooperativa è un percorso nazionale che coinvolge territori e competenze in tutta Italia. La tappa genovese assume un valore particolare per la presenza dell’Università di Genova, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e di un tessuto cooperativo radicato nel territorio. L’obiettivo degli organizzatori è che si avvii a Genova una elaborazione culturale e un nuovo pensiero sulla società transmediale
Tra gli ospiti, la sindaca di Genova Silvia Salis, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, , l’assessore allo sviluppo economico della Regione Liguria Alessio Piana, il vicesindaco e assessore all’economia sociale del Comune di Genova Alessandro Terrile, Brando Benifei europarlamentare e co-relatore AI Act, Irene Tinagli europarlamentare e co-presidente dell’Intergruppo Economia Sociale, Edoardo Rixi viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ilaria Cavo vicepresidente commissione attività produttive della Camera dei Deputati.
Promossa da Legacoop Liguria insieme all’Università di Genova, con il coinvolgimento dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e il supporto di Legacoop Nazionale, Fondazione Pico, Coopfond e Fondazione Barberini, la Biennale punta a trasformare Genova in un laboratorio nazionale sul rapporto tra tecnologia, democrazia e comunità. Valorizzazione territoriale con impatto nazionale confermato anche dalla collaborazione tra Legacoop Liguria, Legacoop Lombardia e Legacoop Piemonte, atta a creare un importante asse cooperativo sul nord-ovest del nostro paese. Asse che diventa anche accademico, grazie alla collaborazione con docenti ed esperti delle università di Torino e Milano.
L’Intelligenza Artificiale non è neutra
La prima giornata sarà dedicata a una riflessione di alto profilo teorico ma con ricadute molto concrete. Al centro, un’idea forte: l’Intelligenza Artificiale non è un processo inevitabile e neutrale, ma uno strumento che può essere orientato.
Il concetto chiave attorno a cui ruota il programma è quello di “Episteme Cooperativa”: un sapere che non si limita alla competenza tecnica, ma mette in relazione algoritmi, valori sociali e processi democratici.
I protagonisti del pensiero contemporaneo
La giornata del 26 febbraio vedrà alternarsi studiosi e ricercatori di rilievo nazionale. Il filosofo Mario De Caro affronterà uno dei nodi più discussi: fino a che punto le macchine possono “comprendere”? Quali sono i limiti dell’intelligenza artificiale rispetto alla coscienza e alla responsabilità umana? Simona Chiodo, professoressa di Filosofia Politecnico di Milano, che si occupa di estetica, filosofia della tecnologia e rapporto tra forme tecniche e forme simboliche nella cultura contemporanea, porterà invece una riflessione dal titolo “Tempo, evoluzione e passaggio del testimone all’epoca dell’AI”.
Un focus centrale sarà dedicato anche alla robotica sociale. I ricercatori dell’IIT di Genova presenteranno progetti legati ai robot di prossimità e alla cura, mostrando come la tecnologia possa diventare uno strumento di inclusione e supporto per le persone fragili, anziché sostituire la relazione umana.
Tecnologia, lavoro e comunità
Il confronto si allargherà ai temi del lavoro e della trasformazione economica: come cambiano le professioni nell’era dell’automazione? Chi orienta e come viene orientato il valore generato dai dati? È possibile creare una rete complementare, cooperativa e alternativa rispetto ai grandi colossi digitali? In questo quadro, la cooperazione viene proposta come possibile modello di governance democratica dell’innovazione: un sistema capace di coniugare sviluppo tecnologico e partecipazione collettiva.
Intelligenza Artificiale e futuro del lavoro: gli under 35 progettano modelli alternativi ai big tech
Non solo riflessione, ma progettazione concreta. Il 27 febbraio la seconda giornata della Biennale dell’Economia Cooperativa porterà tra Sala della Grida e Casa Paganini un laboratorio dedicato agli under 35, chiamati a confrontarsi con una delle sfide decisive per il loro futuro: agire l’Intelligenza Artificiale invece di subirla.
Dopo la giornata inaugurale al Palazzo Ducale, dedicata al confronto filosofico e scientifico, la Biennale entra nella sua fase operativa, con sei workshop progettuali pensati per giovani universitari, professionisti, innovatori e cooperatori.
Un dato che pesa: lavoro giovanile e competenze digitali
Il focus sulle nuove generazioni non è simbolico. In Italia il tasso di disoccupazione giovanile supera ancora il 20%, mentre oltre il 40% degli under 35 vive condizioni di lavoro precarie o non stabili.
In questo scenario, la padronanza delle tecnologie digitali, e la capacità di agirle, diventa una leva decisiva per il futuro occupazionale. La seconda giornata della Biennale parte proprio da qui: offrire ai giovani uno spazio per sperimentare modelli alternativi rispetto alle grandi piattaforme digitali, immaginando soluzioni più partecipative e sostenibili.
Dai dati ai droni: i laboratori progettuali
I workshop metteranno al centro progetti concreti:
• Il podcast cooperativo: incentrato sul tema dell'identità e della comunicazione, mira a immaginare, progettare e lanciare una vera e propria "cooperativa di ascoltatori".
• La cooperativa dei proprietari di dati: focalizzato sulla gestione non estrattiva dei dati, il percorso va dalla ricerca accademica alla definizione di un business plan per una startup cooperativa.
• Welfare digitale: dedicato alle tecnologie inclusive per il bene comune, si occupa di trovare soluzioni culturali per l’inclusione, trasformando un prototipo in un progetto d'impresa cooperativa.
• Quinto principio cooperativo “educazione, formazione e informazione”: esplora metodi e strumenti per la declinazione digitale di questo valore storico, con particolare attenzione a Indicoo – Incubatore diffuso di cooperazione.
• Il drone cooperativo per la connessione e la trasmissione di informazioni: affronta il tema delle aree interne e dell'accessibilità, puntando a scalare un progetto da startup locale a iniziativa di respiro nazionale.
• Sviluppo di un sistema IA nelle mutue sanitarie: focalizzato sulla qualità dei dati e della cura, mira a progettare sistemi di intelligenza artificiale che garantiscano i diritti universali di assistenza
Non semplici esercitazioni teoriche, ma tavoli di lavoro finalizzati alla costruzione di modelli replicabili.
Genova laboratorio nazionale
La scelta di Genova non è casuale. La presenza dell’Università, dell’IIT e di un tessuto cooperativo radicato nel territorio rende la città un crocevia naturale tra ricerca avanzata e sperimentazione sociale. Dalla cooperazione come una grande rete neurale generativa a Genova come ecosistema digitale naturale.
La Biennale non si rivolge solo agli addetti ai lavori, ma alla cittadinanza interessata a comprendere come l’Intelligenza Artificiale influenzerà servizi pubblici, cultura, welfare e lavoro nei prossimi anni.
Sostenere nel modo più dinamico ed efficace il protagonismo economico, sociale e civile delle imprese cooperative. Dal 1886 è l’obiettivo di Legacoop, l’associazione che riunisce oggi oltre 10mila imprese cooperative, attive in tutte le regioni del nostro Paese e in tutti i settori, capaci di creare sviluppo e ricchezza mettendo sempre al centro le persone e il territorio.