Bruno Manganaro: "Superare il 30% del reddito per pagare l’affitto significa entrare in crisi"
Genova è la città italiana con il più alto aumento dei canoni di locazione nel 2025: +10,9% in media, con punte che superano il 20% in Valpolcevera e nel Ponente. Un dato che, pur mantenendo il capoluogo ligure tra i più economici d’Italia, apre una nuova emergenza abitativa, soprattutto per famiglie, giovani e anziani. L’allarme arriva dal SUNIA, il sindacato degli inquilini.
I numeri – Gli aumenti più consistenti si registrano in Valpolcevera (+22,8%) e nelle zone di Sampierdarena, Cornigliano e Belvedere (+18,4%). Crescono anche i prezzi di vendita, mentre il mercato degli affitti mostra segnali di forte tensione.
Impatto sociale – «Superare il 30% del reddito per pagare l’affitto significa entrare in crisi», spiega Bruno Manganaro, segretario del SUNIA Genova. Il rischio è l’aumento della morosità, con conseguenze che vanno dal conflitto con i proprietari fino allo sfratto.
Fasce fragili – Le difficoltà colpiscono soprattutto giovani e anziani. I primi faticano a costruire un’autonomia abitativa, mentre chi vive di pensione vede erodere rapidamente un reddito già stabile. «Anche 100 euro in più al mese possono diventare insostenibili», sottolinea Manganaro.
Case sfitte – A Genova si contano oltre 30 mila appartamenti non utilizzati. «Non possiamo restare a guardare», afferma il SUNIA, che chiede interventi su incentivi, penalizzazioni e politiche per rimettere sul mercato gli alloggi vuoti.
Affitti brevi – Il boom delle locazioni turistiche, cresciute di oltre mille unità in pochi anni, riduce l’offerta abitativa ordinaria. «Meno case disponibili significa prezzi più alti», avverte il sindacato.
I rischi – Se il trend non cambia, il timore è un aumento degli sfratti e delle situazioni di marginalità. «Un’amministrazione ha il dovere di programmare e trovare risorse. Noi siamo pronti a confrontarci», conclude Manganaro.