Ericsson, stop ai 131 licenziamenti a Genova dopo l'intervento diretto di Giorgia Meloni

Silvia Salis: "La notizia è motivo di grande soddisfazione, innanzitutto per i lavoratori e le loro famiglie, che hanno vissuto settimane di preoccupazione per il proprio futuro"

Importante novità per i lavoratori di Ericsson a Genova: si ferma, infatti, la procedura per i 131 licenziamenti annunciati dal'azienda nel capoluogo ligure. Il gruppo svedese ha deciso di ritirarla dopo un intervento diretto del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha avuto un’interlocuzione con l’amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori.

La svolta è stata comunicata nel corso dell’incontro al Mimit che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 5 ottobre 2026 e che disinnesca, almeno per ora, la vertenza occupazionale.

Ericsson avrebbe deciso di procedere con incentivi all'esodo (48 mesi) e la ricollocazione del personale in altre sedi della multinazionale.

“Siamo lieti che l’azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l’attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari”.

È quanto ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, al tavolo Ericsson in corso a Roma, dopo l’annuncio dell’azienda.

Salis: "Motivo di grande soddisfazione"

"La notizia del ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 131 dipendenti Ericsson è motivo di grande soddisfazione, innanzitutto per i lavoratori e le loro famiglie, che hanno vissuto settimane di preoccupazione per il proprio futuro. Apprezzo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ascoltato la protesta dei lavoratori in occasione dell'inaugurazione del Salone Nautico di Genova e la ringrazio per il suo intervento. Questo risultato è stato possibile grazie alla lotta dei lavoratori, che hanno tenuto alta l'attenzione sulla vertenza". Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, commenta la notizia del ritiro della procedura di licenziamento collettivo dei 131 dipendenti della sede genovese di Ericsson dopo l'interlocuzione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vertici dell'azienda. Salis ha partecipato in videocollegamento all'incontro convocato oggi a Roma dall'azienda, seguito in presenza dall'assessore Emilio Robotti.
    "Fin dall'avvio della vertenza, abbiamo incontrato lavoratori, sindacati e azienda e chiesto ai ministri competenti l'apertura di un tavolo nazionale - ricordano la sindaca e l'assessore - il coinvolgimento del governo era necessario e accogliamo positivamente il risultato raggiunto. Un ringraziamento va ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che hanno fatto sentire la propria voce e tenuto alta l'attenzione sul futuro del sito genovese. Ora è importante proseguire il confronto per dare prospettive durature all'occupazione e alle attività di ricerca e sviluppo di Ericsson a Genova. Il ritiro dei licenziamenti è un passaggio fondamentale: da qui occorre partire per discutere di piano industriale e investimenti, valorizzando il patrimonio di competenze presente agli Erzelli - concludono - Il Comune continuerà a fare la propria parte, in costante contatto con Confindustria, per capire la reale capacità del territorio di assorbire i lavoratori che aderiranno alla procedura di esodo volontario".

Cavo: "Intervento Meloni conferma che il governo ascolta i lavoratori"

“Il ritiro dei 131 licenziamenti nella sede di Genova da parte di Ericsson è la svolta che chiedevamo. L’impegno coeso di tutte le istituzioni e oggi l'intervento decisivo della premier Meloni, comunicato dall'amministratore delegato di Ericsson Messori, ha portato alla decisione dell'azienda di accettare di trasformare i licenziamenti collettivi in un percorso di procedura di uscita solo su base volontaria, con un incentivo finora non previsto di 48 mensilità. Si tratta di un cambiamento di impostazione fondamentale - dichiara Ilaria Cavo, deputata ligure e vicepresidente della Commissione attività produttive della Camera, presente al tavolo convocato al Mimit sulla vertenza Ericsson -. Chi lascerà l'azienda lo farà non per obbligo ma per scelta, su base volontaria e incentivato. Si ritira la procedura dei licenziamenti collettivi e l'azienda ha dichiarato di voler rimanere a Genova con le altre unità presenti. Una risposta chiara e concreta alle istanze dei lavoratori genovesi e alle nostre istanze portate avanti in tutte le sedi istituzionali. Fondamentale è stato l’intervento della presidente del Consiglio, che ha ascoltato le istanze dei lavoratori incontrati al Salone nautico: è il segno di una premier e di un governo che ascoltano i lavoratori, le loro istanze e danno risposte. Come deputata ligure e come vicepresidente della Commissione attività produttive della Camera non posso che esprimere piena soddisfazione per l’esito del confronto raggiunto. La convinzione che la partita non fosse solo genovese ma si dovesse portare a livello nazionale, e che la volontà dell'azienda di rimanere in Italia (dichiarata in audizione in commissione attività produttive) non potesse essere scissa dalla vertenza genovese, oggi ha trovato conferma nella conduzione del tavolo al Mimit, e nei fatti. Ora sarà importante proseguire con un tavolo di monitoraggio ma sgombro da quei licenziamenti che erano irricevibili” commenta Cavo. 


05/10/2026