Amt, rientra l’emergenza: scongiurato lo stop dei bus in subappalto

La situazione relativa ai pagamenti arretrati ha trovato una soluzione temporanea

Il rischio di una pesante paralisi del trasporto pubblico genovese è stato, almeno per ora, evitato. Le aziende private che operano in subappalto per conto di Amt non interromperanno il servizio dal 1° agosto, dopo che la situazione relativa ai pagamenti arretrati ha trovato una soluzione temporanea.

Nei giorni scorsi le imprese avevano lanciato un avvertimento senza lasciare spazio a interpretazioni: senza il saldo delle somme dovute entro la fine di luglio, i mezzi sarebbero rimasti fermi. Una prospettiva che avrebbe avuto conseguenze significative sia sulla rete urbana sia su quella extraurbana, con disagi in particolare sulle linee affidate ai vettori esterni.

A sottoscrivere la presa di posizione erano state Autonoleggio Scagnelli, Bus Company, Cobustur, Della Penna Autotrasporti, Genovarent, Levantebus, Marcone e STAC, che avevano annunciato la sospensione del servizio dal 1° agosto qualora non fosse stato rispettato il termine di pagamento fissato per il 31 luglio.

Nel comunicato diffuso alla vigilia della scadenza, le aziende spiegavano di essere arrivate a questa decisione "a malincuore", sottolineando di essere consapevoli dei disagi che uno stop avrebbe provocato ai cittadini. Le imprese evidenziavano però come la scelta fosse dettata dalla necessità di garantire la propria sopravvivenza economica, già messa a dura prova dal coinvolgimento nella procedura di composizione negoziata della crisi, che prevede una proposta di stralcio del 50% dei crediti congelati. Allo stesso tempo avevano ribadito la disponibilità a proseguire la collaborazione con Amt, purché nel rispetto degli impegni economici reciproci.

La vicenda era già approdata al tavolo delle istituzioni lo scorso 15 giugno, quando Comune di Genova, vertici di Amt e rappresentanti delle aziende aderenti ad Anav si erano confrontati in un lungo incontro per evitare la sospensione delle corse, soprattutto nelle aree collinari della Valpolcevera e della Valbisagno.

Al centro della vertenza c'erano oltre due milioni di euro di fatture scadute, riferite a servizi svolti a partire da febbraio 2026 e rimasti senza pagamento. Una situazione che aveva alimentato forti tensioni tra le parti e fatto temere il blocco di numerose linee del trasporto pubblico locale.

Lo stop è stato quindi evitato, ma la vicenda resta aperta e l'attenzione rimane alta in attesa di una soluzione definitiva che garantisca continuità al servizio e stabilità economica alle aziende coinvolte.


31/07/2026
r.p.