Amiu non prenderà parte all’avviso esplorativo avviato dalla Regione Liguria per la chiusura del ciclo dei rifiuti. La posizione della giunta comunale è stata chiarita dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu nel corso della discussione in Consiglio comunale su un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi.
Il documento chiedeva a sindaca e giunta di impegnarsi a partecipare, con ogni strumento possibile e nei tempi previsti, alla manifestazione di interesse promossa dall’Agenzia regionale per i rifiuti, anche attraverso partenariati o aggregazioni industriali. L’obiettivo dichiarato era tutelare la sostenibilità economica del servizio e scongiurare ricadute sui cittadini in termini di aumento della Tari. Il tema centrale, pur non citato esplicitamente nel testo, è quello della realizzazione di un impianto di termovalorizzazione.
Secondo Piciocchi, il mancato coinvolgimento di Amiu comporterebbe il rischio concreto che altri operatori entrino in gioco, riducendo il ruolo della società genovese nel futuro assetto dell’impiantistica regionale. Una lettura respinta dall’assessora Pericu, che ha spiegato come Amiu, in quanto società in house del Comune, non sia nelle condizioni di partecipare all’avviso così come strutturato.
Il bando regionale prevede infatti la presenza di un partner industriale, requisito che Amiu non possiede. Per questo, pur avendo manifestato un interesse preliminare e richiesto un’estensione dei termini per poter valutare eventuali soluzioni, l’azienda non può assumere il ruolo di promotore e non presenterà alcuna candidatura. Una situazione che, secondo la giunta, è stata ulteriormente aggravata da tempi considerati troppo stretti e da modalità che di fatto hanno escluso Amiu dalla possibilità concreta di partecipazione.
L’amministrazione comunale ha inoltre evidenziato che la scelta di non aderire all’avviso non preclude eventuali iniziative future, come la presentazione di un project financing. Resta però aperto il nodo della procedura regionale nel suo complesso: secondo la giunta, le criticità segnalate dalla Commissione europea, in particolare sul diritto di prelazione, rendono il percorso proposto in contrasto con il diritto europeo e potenzialmente penalizzante per il Comune e per Amiu.
Nel dibattito in aula, le forze di centrodestra hanno parlato di “occasione mancata”. Piciocchi ha sostenuto che il Comune stia rinunciando a un passaggio strategico per rafforzare Amiu e consentirle di giocare un ruolo centrale nella gestione degli impianti. Nicholas Gandolfo (Fratelli d’Italia) ha sollecitato un segnale politico più deciso, mentre Lorenzo Pellerano (Noi Moderati) ha spostato l’attenzione su una questione più ampia: la posizione complessiva della maggioranza sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e sulla capacità di dare una risposta strutturale al problema.
Dal fronte del centrosinistra, diversi consiglieri hanno ribadito che la mancata partecipazione all’avviso non è una scelta politica, ma una conseguenza di vincoli tecnici e giuridici. Marialuisa Centofanti (Azione), Martina Caputo (Pd) ed Erika Venturini (Lista Salis) hanno inoltre ricordato come, nei precedenti anni di governo cittadino, il centrodestra non abbia portato avanti soluzioni concrete sul fronte impiantistico.
A chiusura del confronto, l’assessora Pericu ha sottolineato la volontà dell’amministrazione di assumere decisioni fondate su dati solidi e verificabili. In questa direzione si inserisce l’incarico affidato alla società Ramboll, chiamata a elaborare uno studio sugli effetti che diversi scenari impiantistici potrebbero avere sull’andamento della Tari. Un’analisi ritenuta indispensabile per valutare costi, benefici e impatti reali delle scelte future. Solo sulla base di questi elementi, ha concluso Pericu, il Comune intende assumersi la responsabilità di individuare soluzioni in grado di garantire sostenibilità economica e vantaggi concreti per la città.