Genova: vigile del fuoco morto per amianto, tribunale condanna Viminale a maxirisarcimento

Scritto il 20/01/2026
da Redazione

Secondo quanto emerso in giudizio, il vigile del fuoco sarebbe stato esposto in modo massiccio, continuativo e non occasionale alle fibre di amianto

Il tribunale di Genova ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire con circa un milione di euro la famiglia di un vigile del fuoco della Spezia morto a causa dell’esposizione professionale all’amianto. La sentenza, firmata dalla giudice Valentina Cingano, riconosce il nesso tra l’attività svolta e la malattia che ha portato al decesso.


Secondo quanto emerso in giudizio, il vigile del fuoco sarebbe stato esposto in modo massiccio, continuativo e non occasionale alle fibre di amianto durante gli interventi, ma anche nelle attività quotidiane e di addestramento. A dimostrarlo, l’uso regolare di dispositivi di protezione individuale – come tute, guanti, coperte e maschere – contenenti amianto, senza adeguata informazione sui rischi.


Il tribunale ha inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento anche ai nipoti del lavoratore, sottolineando la gravità e l’estensione del danno causato dall’esposizione. Sentenze analoghe avevano già accertato la presenza diffusa di materiali contenenti amianto nelle sedi e sugli automezzi dei vigili del fuoco fino alla fine degli anni Novanta.


Alla luce della decisione, il sindacato Conapo torna a chiedere con forza una mappatura nazionale completa dell’amianto. “L’assenza di una mappatura aggiornata espone ogni giorno i vigili del fuoco a rischi gravissimi per la salute”, ha dichiarato il segretario generale Marco Piergallini, sollecitando un intervento immediato delle istituzioni per la tutela di chi opera nella sicurezza pubblica.