"Anche i futuri governi dovranno continuare a fare i lavori sulle reti ferroviarie, stradali e autostradali per garantire la sicurezza alle future generazioni"
Presente all'ottava commemorazione del crollo del Ponte Morandi anche il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, con delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri:
"È emerso quello che si pensava sulla sentenza di primo grado. Quello che ho chiesto oggi è che arrivi presto la sentenza definitiva, perché ovviamente nel nostro ordinamento, fino al terzo grado di giudizio, di fatto non c’è una condanna definitiva. È evidente però che emerge, e questo lo abbiamo detto dal 2018, una scarsa cura da parte dei concessionari e anche da parte dello Stato su beni pubblici di fondamentale importanza per il Paese, in particolare nel settore autostradale, ma non solo".
"Dal 2018 abbiamo iniziato a cambiare delle norme e le modalità degli investimenti. Oggi abbiamo purtroppo moltissimi disagi sulla rete autostradale nazionale, in particolare in Liguria, perché è il territorio che ha più viadotti e gallerie rispetto al resto del Paese. Disagi che però sono motivati dalla necessità di fare tutte quelle manutenzioni che per trent’anni sono state fatte, nella migliore delle ipotesi, con una certa superficialità.
Ovviamente nessuno all’epoca pensava che si potesse verificare una tragedia come quella del Morandi, ma lo abbiamo toccato con mano e pochi mesi dopo sono successi altri eventi tragici che, fortunatamente, non hanno portato ulteriori vittime sulla rete viabilistica nazionale. Questo ha cambiato le cose e ci fa capire come non solo questo Governo, ma anche i futuri governi dovranno continuare a fare i lavori sulle reti ferroviarie, stradali e autostradali per garantire la sicurezza alle future generazioni.
Quanto alla richiesta della sindaca Salis di un maxi risarcimento per la città di Genova, il problema non è tanto il risarcimento. All’epoca anche le amministrazioni locali non fecero il loro lavoro, nel senso che la responsabilità oggettiva è ovviamente delle istituzioni preposte, Ministero e società Autostrade, però vorrei ricordare che anche tutti gli enti territoriali avevano e potevano intervenire nel sollecitare gli obblighi manutentivi da parte dei concessionari.
Per vent’anni si è ritenuto che questa situazione potesse andare avanti così. Oggi è giusto che il sindaco chieda più soldi per la città di Genova, però è giusto che i soldi che vengono dati a Genova vengano spesi nell’interesse pubblico. Noi abbiamo moltissimi soldi oggi a disposizione, ma purtroppo non abbiamo ancora visto il termine dei lavori qua sotto al Ponte Morandi e ci sono tutta una serie di ritardi dovuti sia a carenze delle amministrazioni locali sia delle amministrazioni centrali. Il vero tema è quello di sensibilizzare il senso di responsabilità a tutti i livelli istituzionali; queste tragedie succedono quando le persone non fanno il loro lavoro e non fanno il loro dovere e questo in futuro deve essere evitato".