Il fallimento della società subentrata alla Stoppani, concluso nel giugno 2025, lascia senza risarcimenti i creditori e allo Stato il peso economico del risanamento
A oltre vent’anni dalla chiusura della fabbrica di Cogoleto, l’emergenza ambientale legata al cromo esavalente è ancora aperta. Il fallimento della società subentrata alla Stoppani, concluso dal Tribunale di Milano nel giugno 2025, lascia senza risarcimenti i creditori e allo Stato il peso economico del risanamento, con danni stimati in oltre 1,6 miliardi di euro.
Finora - scrive il Secolo XIX - sono stati investiti circa 75 milioni per mettere in sicurezza l’area, rimuovere decine di migliaia di tonnellate di rifiuti e depurare le acque contaminate. Nel solo 2025 sono stati trattati 600 mila metri cubi d’acqua, recuperando due tonnellate di cromo esavalente.
Ora si apre una nuova fase: sono previsti ulteriori interventi per circa 3,5 milioni di euro e uno studio per individuare le possibili destinazioni future della Val Lerone, tra vincoli ambientali e necessità di completare la bonifica.
Intanto, a Lerca, gli eredi Stoppani hanno donato al Comune l’edificio che ospita una comunità per persone con disabilità, imponendo che mantenga una finalità sociale e sia intitolato a Luigi Stoppani. Un gesto dal valore stimato di quasi 198 mila euro, che però non cancella il peso di una delle più gravi eredità ambientali della Liguria.