Genova, barriere anti-rumore in Lungomare Canepa. Ferrante: "I soldi non ci sono, la giunta precedente li ha destinati al Waterfront"

Otto anni di promesse, progetti rivisti e soluzioni mai concretizzate. La vicenda delle barriere antirumore di lungomare Canepa, a Sampierdarena, affonda le radici negli anni successivi al crollo del Ponte Morandi, quando l’asse viario è diventato ancora più centrale per la viabilità cittadina e, di conseguenza, sempre più congestionato. Fin dall’inizio, accanto al progetto di riqualificazione della strada, era stata indicata come prioritaria la realizzazione di un sistema di mitigazione acustica a tutela dei palazzi che si affacciano su una delle arterie più trafficate di Genova.

Nel tempo si è passati dall’ipotesi di una vera e propria galleria fonoassorbente a pannelli antirumore tradizionali. Intanto il cantiere è andato avanti: cordoli posati, basi di fissaggio installate, opere preliminari completate. Tra un paio di mesi i lavori saranno ultimati, con il nuovo parco lineare, alberature, panchine e reti di protezione. Ma proprio l’elemento che aveva motivato l’intervento – le barriere – resterà assente.

La conferma è arrivata dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Massimo Ferrante, che ha parlato apertamente della mancanza di coperture economiche, sia nell’incontro con i cittadini rappresentati dal Comitato Lungomare Canepa sia durante la Commissione comunale dedicata alle criticità del progetto dei Quattro assi di forza in via Cantore.

“I soldi non ci sono – ha spiegato Ferrante – perché chi ha amministrato prima di noi ha spostato quelle risorse dal parco di lungomare Canepa al Waterfront di Levante. Più volte l’ex sindaco Bucci ha detto che i fondi non sarebbero stati un problema, ma la situazione reale è diversa e noi non vogliamo nascondere nulla ai genovesi”.

Per installare le barriere servirebbero circa dieci milioni di euro, cifra oggi non disponibile nelle casse comunali. Il Comune ha tentato di riaprire un confronto con Autostrade per l’Italia, ma la risposta è rimasta la stessa già fornita in passato: le competenze di Aspi riguardano i tratti autostradali, mentre lungomare Canepa è viabilità urbana. Nessuna deroga, dunque. “Se le risorse sono state dirottate altrove, la questione non riguarda Autostrade”, è stata la posizione ribadita.

Nel frattempo, al posto dei pannelli promessi, lungo la strada è comparsa una rete verde provvisoria. E tra i residenti serpeggia il timore che quella soluzione temporanea possa protrarsi a lungo.

Sul piano politico, la questione torna ora al centro del dibattito. I deputati del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo hanno chiesto un incontro al presidente della Regione Liguria Marco Bucci, nella sua veste di commissario per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera e per la realizzazione del Tunnel subportuale. L’obiettivo è affrontare in modo strutturale il tema della mitigazione dell’inquinamento acustico e atmosferico lungo l’arteria.

“La situazione di grave e persistente disagio che vivono residenti e attività di lungomare Canepa non è più tollerabile – sottolineano Ghio e Pandolfo –. Dopo la ferita del crollo del Ponte Morandi, la città continua a pagare un prezzo altissimo. Servono interventi concreti, non annunci o rendering rimasti senza copertura finanziaria e senza una chiara assunzione di responsabilità, anche da parte di Autostrade per l’Italia”.

Per sbloccare l’impasse, i due parlamentari propongono di destinare temporaneamente le risorse previste per il futuro Parco della Lanterna – intervento collegato alle fasi finali del Tunnel subportuale e non imminente – alla realizzazione delle barriere fonoassorbenti su lungomare Canepa. “È una priorità non più rinviabile – affermano –. Occorre superare i rimpalli e assumere decisioni chiare”.

Sul fronte civico, il Comitato Lungomare Canepa prende atto della situazione ma non arretra. “Per noi il focus è sempre stata la galleria antirumore – ricorda la presidente Silvia Giardella –. Poi abbiamo dovuto accettare i pannelli, che abbiamo sempre considerato inefficaci e deturpanti. Ora non ci sono nemmeno quelli, quindi il progetto è tutt’altro che concluso”.

I residenti guardano con preoccupazione al futuro: con la prevista eliminazione del traffico pesante da via Cantore, una quota consistente dei mezzi potrebbe riversarsi proprio su lungomare Canepa, aggravando ulteriormente la pressione sonora sotto le finestre delle abitazioni. Il comitato sta lavorando a una proposta alternativa, ma ribadisce un punto fermo: l’insonorizzazione resta imprescindibile. “Ci sono migliaia di persone che non riescono più a dormire”, è l’allarme che arriva dal quartiere.

Tra cantieri in chiusura e fondi mancanti, la riqualificazione dell’asse viario rischia così di restare incompleta proprio nell’aspetto più atteso da chi vive ogni giorno lungo quella strada.


18/02/2026
Claudio Baffico