Allarme dopo il ritrovamento dell'esplosivo. Evacuata l'area, verifiche con i droni e stop ai lavori delle fasi A e B
Un ordigno bellico del peso di circa 500 libbre, pari a circa 230 chili, è stato rinvenuto nella mattinata di oggi sulla sommità del cassone C32 della Nuova Diga Foranea del Porto di Genova. A comunicarlo sono il sub-commissario alla Ricostruzione di Genova, Carlo De Simone, e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli.
Secondo quanto riferito nella comunicazione ufficiale, l’ordigno è stato trovato poggiato a secco durante le attività di cantiere. Il personale presente ha immediatamente messo in sicurezza l’area, sospendendo le lavorazioni nella zona interessata e allertando le autorità competenti, come previsto dalle procedure di emergenza.
Sul posto è atteso l’intervento degli specialisti dell’Esercito, in coordinamento con il nucleo SDAI della Marina Militare, incaricati delle verifiche e delle operazioni necessarie per mettere in sicurezza il dispositivo.
Nel frattempo, in accordo con la Prefettura di Genova e la Capitaneria di Porto, è in fase di definizione un perimetro di sicurezza, sia a mare sia a terra, con un raggio di circa mille metri dal punto del ritrovamento. Le disposizioni relative alla navigazione, agli accessi e alla viabilità saranno comunicate dalle autorità competenti.
Al momento, precisano De Simone e Paroli, non si registrano persone coinvolte. Agli operatori portuali viene rivolto l’invito a seguire esclusivamente le indicazioni diffuse attraverso i canali istituzionali. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.