Genova si prepara a un nuovo anno di iscrizioni alle scuole superiori con un’offerta formativa che, per il 2026/2027, prova a tenere insieme tradizione liceale, rafforzamento dei tecnici e nuove sperimentazioni legate al lavoro. Le famiglie hanno tempo dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 per scegliere, attraverso la piattaforma ministeriale Unica, il percorso più adatto ai propri figli: una decisione che, mai come oggi, si gioca sull’equilibrio tra passioni personali e prospettive future. I licei continuano a rappresentare una scelta centrale nel panorama cittadino. Lo scientifico Cassini, il Da Vinci, il classico D’Oria o il linguistico Pertini restano punti di riferimento per chi guarda all’università. Accanto agli indirizzi tradizionali, però, molte scuole propongono potenziamenti e integrazioni: soprattutto in ambito informatico, linguistico e legato alle nuove tecnologie
A seguito dei buoni riscontri ottenuti, si propone come una alternativa sempre più forte il Liceo del Made in Italy, a Genova presente presso il "Firpo - Buonarroti" e il "Lanfranconi". Il punto di forza è costituito senza dubbio dall'ampio e variegato ventaglio di materie proposte, per rendere il più possibile completa la formazione degli studenti, con un occhio già rivolto al mondo del lavoro.
La parola più calzante dell'offerta formativa è "rinnovamento", con tanti istituti che cercano di inserire materie e temi molto utili e ricercati al giorno d'oggi, rendendo la scuola un supporto fondamentale alle dinamiche della società.
I licei si confermano una certezza e rappresentano una opzione tradizionale, ma che non guarda certo al passato. In continua evoluzione, invece, l'ambito degli istituti tecnici e professionali che si concentrano le principali novità. Pur diversi tra di loro, scuole come il Calvino, il Firpo-Buonarroti, il Gastaldi-Abba o il Majorana-Giorgi si pongono la stessa finalità: guarantire un naturale sbocco al mondo del lavoro, con un bagaglio ricco e completo che attraversa ambiti disparati ma ugualmente importanti.
Tutt'altro che immobile la proposta per il 2026-'27 delle scuole professionali, che alle classiche lezioni propongono percorsi paralleli come laboratori, stage e percorsi di alternanza. A tal proposito, ne sono esempi lampanti il Bergese-Rosselli, il Duchessa di Galliera e il Chiossone.
Nell'ottica di formare gli studenti di oggi per creare la competenza e il bagaglio dei lavoratori di domani, molti istituti hanno modificato il loro format, sposando il "4+2", ovvero quattro anni di scuola e due di formazione tecnica, a stretto contatto con aziende e istituti di ricerca. I settori più interessati da questa nuova tendenza sono quelli digitale e delle nuove tecnologie. Tra gli obiettivi, anche quello di colmare il gap e uniformarsi maggiormente alle tendenze europee, e rendere sempre più proficuo e costante l'interscambio tra scuola e lavoro qualificato.
Sul tavolo resta anche il tema demografico: meno studenti significa più competizione tra scuole, ma anche maggiore attenzione alla qualità dell’offerta. Per questo dirigenti e uffici scolastici invitano le famiglie a non fermarsi al “nome” dell’istituto, ma a valutare piani di studio, laboratori, collegamenti con università e risultati post-diploma.
Open day, portali ufficiali e colloqui di orientamento diventano strumenti fondamentali per una scelta che non è più solo tra liceo, tecnico o professionale, ma tra modelli diversi di futuro.
Il quadro che emerge per il 2026/27 è quello di una Genova scolastica in transizione: i licei difendono il loro ruolo formativo, mentre tecnici e professionali si rinnovano per rispondere a un mercato del lavoro che chiede competenze sempre più specialistiche. Le filiere 4+2 e il dialogo con gli ITS rappresentano la scommessa più ambiziosa.
La sfida, ora, è rendere queste opportunità comprensibili e accessibili, affinché la scelta della scuola superiore non sia solo un passaggio obbligato, ma il primo vero progetto di vita per migliaia di studenti genovesi.
I dati delle iscrizioni nazionali sulle scuole superiori del 2025/26 mostrano come, pur restando i licei la scelta dominante, ci siano segnali di cambiamento nelle preferenze degli studenti. A livello italiano, circa 58,5% degli iscritti sceglie un liceo, una percentuale superiore alla media nazionale e confermata anche in Liguria, riflettendo una tradizione educativa che privilegia gli studi culturali.
Gli indirizzi tecnici si attestano intorno al 28-30%, mentre gli istituti professionali raccolgono oltre il 12% delle preferenze, segnando un trend in crescita rispetto agli anni precedenti.
Dietro questi numeri c’è anche un quadro nazionale di domanda e offerta di competenze che spinge verso un riequilibrio. Secondo stime del Ministero, nei prossimi anni il sistema produttivo italiano richiederà più diplomati tecnici e professionali rispetto a quelli che usciranno dalla scuola, soprattutto in settori come meccanica, digitale e servizi avanzati. Al contrario, si prevede un surplus di diplomati liceali rispetto alla domanda di mercato del lavoro.
Il quadro che emerge per il 2026/27 è quello di un sistema scolastico genovese con solide radici culturali ma sempre più orientato a rispondere alle esigenze del mondo del lavoro e dell’innovazione. La sfida per studenti e famiglie resta quella di bilanciare passioni, attitudini e possibilità occupazionali, nella consapevolezza che la scelta della scuola superiore può essere più di un semplice passo educativo: può definire, in prospettiva, il profilo professionale e le opportunità future di una generazione.