Aveva 97 anni. Internato nel 1944 nel campo di Fossoli, era stato deportato a Buchenwald ma era riuscito a tornarne vivo
È morto nella notte Gilberto Salmoni, l'ultimo testimone genovese della Shoah internato nel 1944 prima nel campo di Fossoli e poi deportato nel campo di concentramento di Buchenwald. In occasione del Giorno della Memoria la settimana scorsa aveva ricevuto dalla sindaca Silvia Salis il 'Grifo di Genova', la massima onorificenza conferita dal Comune. Aveva tenuto un appassionato discorso a Palazzo Tursi (guarda il video qui )
Salmoni nacque il 15 giugno 1928 a Genova, dove ha vissuto tutta la vita. Scrittore, superstite dell'Olocausto, già presidente ligure dell'Associazione nazionale ex deportati politici e razziali nei campi nazisti (Aned) e testimone attivo della Shoah, venne arrestato dalla milizia fascista della Repubblica di Salò alla frontiera svizzera il 17 aprile 1944 in alta montagna. Portato al campo di Fossoli, poi fu consegnato ai nazisti. Era partito da Bormio, con tutta la famiglia. Arrivato a Buchenwald gli venne cucito addosso alla giacca il triangolo rosso dei prigionieri politici, con un numero: il 44753. Fu assegnato al blocco 43 per la quarantena e poi, dopo il bombardamento del 24 agosto 1944, assegnato al blocco 48 costretto a lavorare per l'industria bellica tedesca. Durante la prigionia perse i genitori e la sorella, che furono uccisi nel campo di Auschwitz.
"Ricordiamo un passato molto oscuro - è stato il suo ultimo discorso pubblico in occasione del Giorno della Memoria -. Sono andato a scuola con gli altri miei compagni fino alla terza elementare, quando vennero approvate le leggi razziali che dicevano che non potevo più andare a scuola con loro". "A Genova per fortuna c'era una scuola svizzera che mi è stata molto utile, lì ho imparato il francese e abbastanza il tedesco, cosa che mi è stata molto utile dopo, purtroppo - ha commentato Salmoni -. Durante la prigionia devo ricordare i compagni francesi nel campo di Buchenwald che furono molto solidali, divisero i loro pacchi alimentari con noi. Naturalmente in un campo così si faceva la fame".
"L'abilità che potevamo avere era quella di far finta di lavorare lavorando il meno possibile - ha aggiunto - Queste cose sembrano avvenute in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo, noi non facciamo differenza tra uno che va in una chiesa, uno che va in una sinagoga o uno che se ne va a passeggio o non va da nessuna parte. Quindi siamo liberi".
Cordoglio politico - Il presidente della Regione Marco Bucci onora lo scomparso: “Con la scomparsa di Gilberto Salmoni, Genova, così come l’Italia e l’Europa, perdono un testimone prezioso degli orrori della Shoah. Un uomo che ha scelto di trasformare una vicenda personale segnata dal dolore in un impegno pubblico, parlando ai giovani con parole semplici e mai urlate. La sua testimonianza è stata un atto di responsabilità verso la città e verso il futuro, un contributo fondamentale alla costruzione di una memoria consapevole e condivisa. Lo ricordo con particolare emozione nel 2020, quando gli consegnai la Medaglia Città di Genova: in quell’occasione emerse la forza della sua esperienza, unita a una sobrietà rara. La sua voce resta un riferimento morale per la nostra comunità. Alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini esprimo il cordoglio mio e di tutta la Regione Liguria”.
La sindaca Silvia Salis omaggia Salmoni a nome di tutta Genova: "È con grande dolore che oggi salutiamo Gilberto Salmoni. Solo pochi giorni fa abbiamo avuto modo di incontrarlo, ascoltarlo, ringraziarlo pubblicamente con un momento di riconoscimento che allora guardava al passato, alla sua storia, e da oggi guarda al futuro. Porterò per sempre con me la gioia che ho visto nei suoi occhi nel momento in cui ha ricevuto il Grifo: ho chiaramente percepito quanto fosse significativo per lui e quanto tenesse al legame con la sua città".
"La sua memoria e la sua vita continueranno a indicarci con chiarezza la parte giusta della storia, quella che non accetta compromessi con l’odio, con l’indifferenza e con la negazione dei diritti – aggiunge la Salis – Conferendogli il Grifo, Genova ha riconosciuto il valore di un’esistenza spesa per la memoria e per la difesa dei principi democratici. Oggi quel gesto assume un significato ancora più profondo e ci affida una responsabilità che va oltre il ricordo. La storia di Gilberto Salmoni ci chiede di continuare a vigilare, di prendere posizione, di difendere senza ambiguità la libertà, la dignità umana e i valori della democrazia. Genova si stringe con rispetto attorno alla sua famiglia e a tutte le persone che hanno condiviso con lui un percorso di memoria, impegno civile e preziosa testimonianza".
“Con la scomparsa di Gilberto Salmoni Genova perde una figura di valore straordinario e uno degli ultimi testimoni diretti della Shoah, una voce che ha vissuto sulla propria pelle l’orrore dello sterminio nazifascista e che ha scelto di dedicare tutta la vita per trasformare quella tragedia in memoria attiva e responsabilità collettiva. Solo pochi giorni fa la città gli aveva conferito il Grifo d’Oro, riconoscendo il valore civile e umano di una testimonianza che non è mai stata semplice racconto del passato, ma un richiamo costante alla coscienza democratica, al rifiuto dell’odio e all’importanza di non voltarsi mai dall’altra parte. Un grande dolore la sua perdita. Con lui se ne va un altro testimone diretto di ciò che è stato l’orrore nazista e delle conseguenze di quello sterminio, in un tempo in cui il rischio dell’oblio e della banalizzazione della storia è sempre più presente. Il suo esempio, il coraggio con cui ha continuato a parlare soprattutto ai più giovani e il senso di responsabilità che ha saputo trasmettere devono restare un punto di riferimento: la memoria che Gilberto Salmoni ha costruito e condiviso non si spegne, ma continuerà a vivere in ciò che ha lasciato ed è impegno di ciascuno di noi tramandarla, oggi più che mai, come argine contro ogni forma di odio, negazionismo e violenza”, il Gruppo Pd in Regione Liguria.
Un ricordo semplice e profondo per onorare la figura di Gilberto Salmoni, testimone della Shoah e instancabile educatore delle giovani generazioni. Questo il cordoglio dei consiglieri Matteo Campora e Federico Bogliolo di Vince Liguria e Marco Frascatore e Walter Sorriento di Orgoglio Liguria per la scomparsa di un uomo che ha dedicato la sua vita al dialogo con i ragazzi e alla difesa della memoria.
“Testimone instancabile della memoria e uomo di grande umanità - hanno ricordato i consiglieri -, la sua vita segnata dall’orrore della deportazione nei campi di sterminio nazisti, è diventata negli anni un esempio di forza morale, dignità e responsabilità civile. Ha scelto di non chiudersi nel silenzio, ma di parlare, incontrare, raccontare soprattutto ai più giovani. Per anni ha dialogato con migliaia di ragazzi nelle scuole, guardandoli negli occhi, usando parole semplici ma vere, spiegando loro cosa è stato l’odio e perché non deve mai più tornare. Credeva profondamente nel valore dell’educazione e nella capacità delle nuove generazioni di costruire un futuro diverso, più giusto e umano.
La sua testimonianza è e rimarrà sempre memoria. Con la sua scomparsa perdiamo una voce preziosa: resta il segno profondo che ha lasciato nei cuori di tanti giovani che lo hanno ascoltato”.
“Con la scomparsa di Gilberto Salmoni perdiamo una persona di inestimabile valore. Avrò sempre viva l’immagine di lui che parla ai ragazzi, la lucida testimonianza che ha portato nelle scuole, per anni: anni in cui da assessore regionale all’istruzione ho avuto modo di incontrarlo e apprezzarlo, così fino all’ultimo, ancora pochi giorni fa alle commemorazioni qui a Genova per il Giorno della Memoria. La sua capacità di trasmettere il ricordo della Shoah era potente: certamente perché era una testimonianza in prima persona, ma soprattutto perché è sempre stata semplice, diretta, incredibilmente priva di rancore. Gli occhi di Gilberto sono sempre rimasti impressi a chi lo ha conosciuto, in particolare ai tanti ragazzi che lo hanno incontrato: occhi buoni, e lo rimarranno per sempre. A lui dobbiamo un grande grazie per lo sforzo che ha fatto, sempre, come ultimo genovese sopravvissuto all’Olocausto, affinché continuasse a rimanere viva la memoria, sapendo anche andare oltre”. Lo dichiara Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di NM Orgoglio Genova in consiglio comunale.