E' stato completato il taglio dell’ultimo tronco del pino di Nervi, intervento eseguito con la massima trasparenza alla presenza dell’assessora al Verde urbano, Francesca Coppola, e delle principali associazioni ambientaliste.
Durante le operazioni sono stati rilevati con chiarezza i “cretti” posizionati alla base della pianta, evidenziati già dalle perizie tecniche, che rendevano l’albero potenzialmente instabile e a rischio cedimento improvviso.
"Oggi abbiamo voluto dare un segnale preciso: le decisioni sul verde pubblico devono avvenire con procedure trasparenti, verificabili e condivise – dichiara l'assessora Coppola – Essere presenti nell'area di cantiere, insieme alle associazioni, ha significato assumersi la responsabilità delle scelte e mostrare con evidenza ciò che le perizie avevano già indicato. La tomografia, infatti, non lasciava purtroppo alternative: il danno strutturale al tronco – sottolinea l'assessora – era grave e il rischio di cedimento concreto, e l'analisi de visu dello stato del tronco ha confermato quanto emerso all'inizio dalle analisi tecniche".
"Il verde – evidenzia Coppola – ha bisogno di cura, attenzione costante e programmazione. Questo intervento, seppur doloroso, essendo stato eseguito davanti agli occhi della cittadinanza, è stata l'occasione per plasmare una relazione con il territorio fondata su correttezza delle procedure e collaborazione con le persone".
"Il pino abbattuto – annuncia l'assessora – sarà sostituito con due nuovi pini. Il progetto di ripiantumazione sarà portato in Consulta del Verde, perché crediamo che le scelte sul patrimonio arboreo cittadino debbano essere condivise. Come dimostrato oggi, siamo qui per lavorare insieme, con rigore tecnico e massima apertura al confronto. Un ringraziamento – conclude l'assessora Coppola – va ad Aster e a tutti i tecnici che ci hanno ospitato in cantiere e hanno consentito di assistere alle operazioni in piena trasparenza".
Giuliano Pastorino, responsabile del verde di Aster, ha spiegato che "il danno strutturale al tronco rendeva la pianta pericolosa e si è visto con grande chiarezza. Abbiamo condotto il taglio nella più assoluta trasparenza e con la massima attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’area circostante. Gli alberi giudicati a rischio dalle verifiche tecniche, purtroppo, devono essere abbattuti per garantire la sicurezza di tutti".
Pino Scarfi ci comunica che l’albero, a questo punto, aveva dei problemi seri (evidenziati in rosso) e si doveva intervenire. Ma si deve intervenire anche con la stessa urgenza e determinazione per modificare un approccio complessivo alla gestione, cura, mantenimento, controllo e sviluppo del verde in città (pubblico o privato che sia), che soffre per molti motivi da troppi anni. Ne abbiamo già così poco di verde fruibile per ciascuno di noi (agli ultimi posti in Italia) che rimanere fermi non è più possibile. Cosa c’è da fare in casi come questi: 1) rendere disponibili “subito”, senza tanti laccioli burocratici, le perizie fatte sulle alberature 2) permettere, in casi di esemplari di grande pregio, l’effettuazione di altri controlli prima di procedere ad un irreversibile abbattimento 3) chiarire ed illustrare “da subito” con quali modalità , quali alberi (specie e grandezza) e quando si procederà con le necessarie compensazioni nel caso non ci siano alternative. Il 15 marzo 2026 sarà passato un anno dalla tragedia di Piazza Paolo da Novi. Potrebbe essere questa l’occasione giusta per definire con chiarezza con tutti i portatori di interesse e la cittadinanza un programma di azioni conseguente che superi quanto accaduto e guardi finalmente al futuro.