Breda: "La Virtus Entella non si batte da sola, ma la Samp ha bisogno di un solo risultato".

Scritto il 14/01/2026
da Claudio Baffico

La trafila a livello giovanile, l'approdo in prima squadra (1987), in una Sampdoria da lì a poco protagonista in Italia e in Europa. Qualche esperienza in serie A, tanta B a buoni livelli, poi l'inizio della carriera da allenatore, costellata anche dall'avventura sulla panchina della Virtus Entella nella stagione 2016-2017. Roberto Breda conosce bene le due realtà che venerdì si daranno battaglia al "Ferraris" in occasione della prima giornata di ritorno di serie B.

Ad inizio stagione si sarebbe aspettato che la sfida tra Sampdoria e Virtus Entella potesse essere uno scontro diretto?

"Qualche segnale c'era stato, lo scorso è stato un anno sofferto e particolare per la Samp, e purtroppo neppure nella stagione in corso riesce a decollare. Ciò che conforta è che la società ha deciso di cambiare trend e non subisce passivamente l'andamento del campionato. Non sempre, però, è facile invertire la tendenza anche se l'organico viene puntellato. La Virtus Entella, invece, a livello di posizione di classifica credo sia in linea con le aspettative, ma vedendo le partite, avrebbe meritato sicuramente qualche punto in più. Alcune gare se le è complicata da sola, in altre, alcuni episodi 'hanno penalizzata eccessivamente".

A vedere la Sampdoria da fuori, quali ritiene siano le cause principali di questa stagione fin qui deludente?

"Sarebbe superficiale dare un giudizio, ritengo che l'aria pesante che respira da qualche anno non sia ancora stata completamente spazzata via, e questo può condizionare le prestazioni. Un altro elemento da non sottovalutare è il peso delle aspettative. Nella scorsa stagione, la Sampdoria si era presentata ai nastri di partenza con Tutino e Coda, e il contraccolpo per i tifosi, e non solo, di pensare in grande per poi ridimensionare notevolmente gli obiettivi, ha asciato più di uno strascico. La serie B è un campionato atipico, i nomi aiutano ma non bastano, di solito la differenza la fa l'identità di una squadra, anche se, tornando al presente, gli innesti di Brunori ed Esposito, sono importantissimi, e confermano l'intenzione della società di provare a risalire la china".

In questi ultimi anni si sono succeduti tanti allenatori sulla panchina blucerchiata. Qual è il suo parere sull'operato di Foti e del suo staff?

"Rispetto al passato qualcosa è cambiato, ma manca continuità. Il mister e i suoi collaboratori hanno grande voglia di dimostrare e di fornire un prezioso contributo alla causa, ma bisogna ricordare che sono entrati in una situazione non semplice. A mio avviso, devono essere bravi a creare entusiasmo anche quando le cose non girano a dovere, e al di là del valore indiscutibile, ritengo che avere nello spogliatoio qualche faccia nuova possa aiutare a cambiare l'inerzia e a cercare di trasmettere qualcosa in più, magari avendo anche riscontri maggiori sotto il profilo della personalità".

Quando i risultati stentano ad arrivare, un allenatore deve lavorare più sull'aspetto psicologico o cambiare qualcosa a livello tattico?

"Con la psicologia non vai lontano, puoi togliere alibi e pressioni, ma la vera svolta la devi dare con le decisioni di campo. La differenza puoi provarla a fare a livello tattico, o cambiando qualcosa, o cercando di presentare gli stessi concetti in altro modo, al fine di trasmettere maggiori convinzioni e consapevolezza ai ragazzi".

La Sampdoria l'ha lanciata nel calcio professionistico, e vista la squadra in cui ha militato, non sarebbe potuto andarle meglio...

La vita è fatta di episodi, io ho esaudito il desiderio che avevo fin da bambino, ovvero diventare un calciatore, e per questo devo solo che dire grazie alla Sampdoria. In più ho avuto l'opportunità e l'occasione di entrare a far parte di un gruppo fantastico, fuori da ogni schema, e anche la presenza di elementi di questo spessore mi ha consentito di vivere quell'esperienza sognando ad occhi aperti".

Ricorda qualche episodio che testimoni il profilo umano di quello straordinario spogliatoio?

"Innanzitutto quella Samp non aveva uno spogliatoio, ma due. In uno si concentravano i giocatori più esperti, dal'altra i giovani...oltre a Toninho Cerezo, che decise di restare con noi. Un personaggio davvero incredibile. Ricordo che con Boskov l'allenamento era fissato alle 11, ma tutti quanti arrivavamo a Bogliasco un'ora prima. Tranne Cerezo, che si presentava al campo alle 10.55 già in tenuta da allenamento, e si cambiava solo le scarpe".

Alla Virtus Entella, invece, l'avvio fu molto confortante, poi vi mancò un po' di continuità...

"Nel mercato di gennaio furono venduti tanti giocatori, senza essere rimpiazzati. Mi ricordo ad esempio che partirono ben quattro attaccanti, Beretta, Cutolo, Masucci e Ferreira, a fronte dell'arrivo del solo Catellani. Andò via anche un elemento di grande valore come Keita, ma in quel momento gli occhi della società erano rivolti soprattutto al bilancio. A dicembre eravamo terzi, si trattava di una grande opportunità, e avremmo dovuto provare a sfruttarla fino in fondo, perchè, come dico io ai miei giocatori, ogni stagione è "one shot", e non è detto che le stesse occasioni possano poi ripresentarsi".

Ha mai pensato che quella squadra potesse davvero puntare ad una storica Promozione?

"Si, il nome e il blasone di un club in serie B è relativo, a volte anche realtà piccole arrivano in alto perchè più organizzate delle favorite della vigilia, ma purtroppo all'epoca la società non si sentiva pronta per provare a lottare per il grande salto".

Venerdì sera punta più sulle individualità della Sampdoria o sullo spirito da battaglia della Virtus Entella?

"La Virtus Entella non è da sottovalutare, è una squadra che non si batte da sola, ma se la Samp vuol far tornare entusiasmo attorno a sè, ha bisogno di un solo risultato".

Non posso lasciarla senza chiederle un pronostico e i possibili giocatori decisivi...

Dal pronostico mi sottraggo, preferisco non espormi. Sui possibili match winner vado contro corrente, e su entrambi i fronti mi aspetto un guizzo da qualche gregario più che da elementi di maggior spicco. Ma comunque vada, sarà una partita da godersi dall'inizio alla fine".