Liguria, sanità, opposizione consiliare: "Regione in decremento demografico del 6%, spesa sanitaria aumenta del 15%"

Scritto il 09/07/2024
da Carlotta Nicoletti

Pastorino (Linea condivisa) ha presentato la relazione per tutta la minoranza consiglio regionale straordinario sulla sanità

Gianni Pastorino (Linea condivisa) ha presentato la relazione per tutte le opposizioni per il consiglio regionale straordinario sulla sanità: “Regione Liguria in decremento demografico di circa il 6%, ma abbia un aumento della spesa di circa il 15%".

COSTI - "Noi siamo indietro su tutto. Qui la sanità costa solo e non c'è la prestazione buona. Ci sono regioni che hanno costruito ospedali e qui in 9 anni si è ripetuta la questione dell’ospedale Felettino, ma senza operare realmente la realizzazione di nessuna struttura ospedaliera. Si è alzato il tetto delle assunzioni, ma servono operazioni finanziarie che rendano il risultato possibile. La Liguria è la più bassa regione se parliamo di medici. Alisa é fallita del tutto dopo un investimento importante e non ha più senso, abbiamo sentito il direttore generale Ansaldi lamentarsi su ogni fronte. Dal 2013 al 2016, in Liguria si è passati da 1.591.000 a 1.564.000 abitanti. Dal 2016 al 2023 si è avuto un ulteriore decremento di 62000 unità, arrivando quindi a 1.502.000 unità. Possiamo dire che il primo anno di riferimento del Governo di CD è il 2016".

NUMERI - "Quindi un decremento dal 2013 di 92000 abitanti, pari al 5,92% degli abitanti. Nello stesso periodo, assistiamo invece ad un progressivo aumento della spesa sanitaria in Liguria, che passa dai 3122 milioni di euro del 2013 ai 3584 milioni del 2023, con un aumento in percentuale del 14,80. Quindi si evidenzia come questa regione sia in decremento demografico di circa il 6%, ma abbia un aumento della spesa di circa il 15%. Se osserviamo nel dettaglio, e prendiamo a riferimento tre criteri; 1) entità della spesa pro capite, 2) qualità delle prestazioni in riferimento all'assolvimento dei LEA e l'accessibilità, cioè i tempi di attesa, vedremo che dai dati forniti dallo stesso Ministero, la Liguria ha un punteggio tra i più bassi in Italia, definita dal sistema una "Lower Performer" Questo in base al rapporto della Corte dei Conti, che evidenzia mettendo a confronto la spesa pro capite con l'indice di performance, come le regioni più performanti, non la Liguria, riescano ad offrire una qualità sanitaria tra le migliori, con una spesa pro capite più bassa".

SPESA - "Al riguardo si fa notare come le Liguria sia da tempo la regione con la spesa pro capite più alta; 2119 euro a fronte dei 2079 della Toscana, dei 2045 dell'Emilia Romagna, dei 2042 del Veneto, dei 2040 della Lombardia. Questi dati sono ancora più critici quando si va a vedere l'andamento del personale in servizio presso la Regione Liguria, che recuperando un incremento per effetto dei decreti del 2020, rimane certamente tra le più critiche. Per fare un esempio che bene evidenzia questo fatto, basta pensare che nel 2019 l'incidenza del costo del personale, al netto di IRAP, rimborsi, incluso il personale convenzionato e non dipendente, era pari al 66,01%, arrivando al 2021 al 45,65%. Mentre la media Italiana è passata dal 58,68 al 60,79%. Solo per dare qualche dato, secondo ANAAOO Assomed, in Liguria nel 2025, manche ranno circa 853 specialisti, con picchi evidenti in Medicina d'Urgenza, Anestesia e Rianimazione e Pediatria. Un altro dato (fonte Ministero della Salute) significativo, la Liguria ha la più bassa quantità di medici ogni 10000 abitanti, 15,1 a fronte del Veneto 16,3, dell'Emilia Romagna 18,2, del Piemonte 19,3, della Toscana 21,8, risultando essere la quartultima regione in Italia.

QUALITA' - "Meglio non va per il numero di infermieri ogni 10000 abitanti; Liguria al 40,2, Piemonte 49,1, Veneto 49,5, Emilia Romagna 55,2, Toscana 56,8. Tutto questo influisce ovviamente sulla qualità del Sistema Sanitario Regionale, provocando, il risultato che ormai, da dati statici sempre più affermati, il 5,8% dei cittadini liguri ha rinunciato a curarsi e che la spesa delle famiglie per esigenze sanitarie cresce in doppia cifra”.