Genova, chiesa gremita per l'addio a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia. Arcivescovo Tasca: "La morte non ha l'ultima parola"

Numerose le persone presenti nella chiesa di San Francesco a Pegli tra familiari, amici, colleghi e studenti

La chiesa di San Francesco di Pegli, a Genova, si è riempita questa mattina per l'ultimo saluto a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia Sommacal, tragicamente scomparse insieme ad altre tre persone durante un'immersione nelle grotte subacquee delle Maldive.

Il saluto finale dell'arcivescovo - E' terminato poco dopo le 13 il funerale per le due vittime genovesi, morte insieme ad altre tre persone in una grotta subacquea alle Maldive. Sul piazzale della chiesa alcuni ragazzi hanno intonato una canzone di saluto e si sono radunati attorno a Matteo Sommacal. Preceduti dal vescovo di Genova mons. Tasca i due feretri, sovrastati da fiori bianchi, hanno lasciato la chiesa.
    "È davvero bello vedere come anche gli amici stanno supportando questa famiglia, questo frangente così difficile della vita, di cui, come diceva anche all'inizio Don Pietro, è difficile trovare una motivazione - ha detto mons. Tasca - Ho visto come gli amici di Matteo gli stavano vicini, è una cosa bellissima. Come davvero si sentivano uno con lui, è davvero una cosa bella questo sentire le persone che ti vogliono bene e che ti stanno vicini". Parlando poi di Monica Montefalcone come scienziata, Tasca ha sottolineato che "certamente è un'esperienza che viene meno. E come tutte le esperienze di ricerca e di studio, è importante riconoscere tutto il bene che ha fatto, tutte le ricerche, tutto quello che ha dato anche alla scienza - ha concluso -. Quindi è importante riconoscere questo e davvero spronare anche per chi altri prendano un po' in mano il testimone e lo portino avanti". 

Chiesa gremita - Numerose le persone presenti alle esequie, tra familiari, amici, colleghi e studenti. A testimoniare il forte legame della docente con il mondo accademico anche lo stendardo dell'Università di Genova, presente accanto ai feretri. Era presente anche il rettore Federico Delfino. In chiesa hanno trovato posto molti studenti della professoressa Montefalcone, insieme ai compagni e agli amici della giovane Giorgia.

Tra i presenti anche diversi esponenti del Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita (Distav) dell'Università di Genova, tra cui i professori Giorgio Bavestrello e Stefano Vanin. Presente inoltre Carlo Nike Bianchi, docente e riferimento scientifico di Monica Montefalcone nel corso della sua carriera accademica.

I due feretri in legno chiaro sono stati collocati uno accanto all'altro, separati da una fotografia che ritrae madre e figlia insieme davanti al mare, simbolo della passione che le univa. Un'immagine che ha accompagnato il raccoglimento e la commozione dei presenti.

Omelia di padre Tasca - Le esequie sono officiate dall'arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, in una cerimonia partecipata e carica di emozione, nel ricordo di due vite spezzate tragicamente e prematuramente.  Un messaggio di vicinanza alla famiglia e di speranza cristiana ha caratterizzato l’omelia pronunciata da padre Tasca durante i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal. Rivolgendosi ai familiari, il celebrante ha sottolineato come la comunità si sia riunita per condividere il dolore e testimoniare che “nessuno è chiamato ad attraversare da solo la sofferenza”.

Al centro della riflessione il tema della fede di fronte alla tragedia. “La morte non ha l’ultima parola”, è stato il passaggio più volte ribadito, accompagnato dal ricordo del sorriso di Monica e Giorgia, che “la morte non può cancellare”. Un richiamo alla promessa cristiana della vita eterna, sostenuta dalle parole del Vangelo di Giovanni: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Io vado a prepararvi un posto”.

L’omelia ha riconosciuto la difficoltà di accettare una perdita così dolorosa, ricordando come anche l’apostolo Tommaso avesse faticato a comprendere e credere. Da qui l’invito ad affidarsi a Cristo, che nel Vangelo afferma: “Io sono la via, la verità e la vita”.

In conclusione è stata rivolta una preghiera affinché il Signore doni forza e fede a chi resta: “Aiutaci a riconoscere la tua presenza in ogni circostanza della vita, anche nelle prove più difficili”, nella certezza che il dolore e la morte non rappresentano la fine del cammino.

Il ricordo del parroco - Un ricordo personale, carico di affetto e commozione, quello pronunciato da don Pietro Cattaneo durante i funerali di Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal. Il sacerdote ha ripercorso il legame che lo univa alla famiglia, ricordando di aver celebrato il matrimonio di Monica e Carlo nel 2004, di aver battezzato i loro figli e accompagnato negli anni il loro cammino di fede.

Nell’omelia, don Cattaneo ha tratteggiato il profilo di Monica come donna profondamente impegnata nella vita cristiana e nella ricerca scientifica. “La passione per il mare, per la ricerca e per l’ecologia degli ambienti marini era per lei quasi una missione”, ha detto, ricordando anche il suo ruolo di docente universitaria e il rapporto con centinaia di studenti. Di Giorgia ha invece sottolineato “la dolcezza, il cuore grande e la bontà d’animo”, ricordandola come una giovane capace di mettere gli altri al primo posto e ormai vicina alla laurea in Ingegneria Biomedica.

Ampio spazio è stato dedicato al dramma della perdita e alle domande suscitate dalla tragedia. “Penso che nel cuore di tutti sia esplosa una domanda lacerante: perché?”, ha affermato il sacerdote, confessando di aver rivolto lui stesso a Dio quel grido “tra lacrime e singhiozzi” dopo aver appreso la notizia.

Secondo don Cattaneo, a un dolore così grande non esistono spiegazioni umane sufficienti. La risposta può essere trovata soltanto nella fede e nelle parole del Vangelo: “Chi crede in me, anche se muore, vivrà”. Un messaggio che richiama la speranza cristiana nella resurrezione e nella vita eterna.

Particolarmente toccante il riferimento al tatuaggio che Monica portava sul braccio, una frase del Salmo: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me”. Parole che il sacerdote ha definito quasi profetiche e che oggi, ha detto, rappresentano una testimonianza della sua fede profonda.

Le amiche di Giorgia - Due amiche di Giorgia Sommacal l'hanno voluta ricordare durante i funerali parlando alla chiesa gremita dall'altare.
    "Seduta su uno scoglio davanti al mare ti vengo a trovare tutti i giorni - ha detto commossa una delle ragazze -. Ho sempre amato il mare e ti somiglia tanto è bello e luminoso ma sa essere anche forte e testardo e tu sei proprio così. Il mare continuerà a ricordarmi per sempre di te. Grazie Giò, perché mi hai insegnato a fare sempre ciò che si ama e condividerlo con chi si vuole bene. Insieme alla tua mamma dai forza a tuo papà e guida Matteo e proteggi i tuoi amati nonni e sorreggi Federico. Grazie per essere entrata nella mia vita".
    "Te ne sei andata troppo presto con tante cose da realizzare - ha detto una seconda ragazza -. Tu eri speciale. Ci siamo conosciute per caso sui campi di calcio. Non dimenticherò mai i momenti passati con te. Di calcio ne capivi. Ricordo l'entusiasmo ogni volta che stavi con Federico. Ricordo come fosse ieri la nostra ultima uscita: parlavi con orgoglio del lavoro di tua mamma. Ti guardavo con ammirazione. Proteggi tutti, il tuo ricordo rimarrà impresso in chi ti ha conosciuto. Ti guarderò per sempre come un esempio".

In conclusione, l’invito ai presenti a guardare oltre il dolore e ad affidarsi alla speranza: “Ora sintonizziamo mente e cuore sulla parola più preziosa della fede cristiana: la speranza”, nella convinzione che Monica e Giorgia “appartengano oggi all’amore di Dio” e che “la vita non è tolta, ma trasformata”.

Il fidanzato di Giorgia - "Chi lo avrebbe mai detto. Eccomi qui davanti a te trovando forza di salutarti senza averne la forza". Lo ha detto Federico Colombo, fidanzato di Giorgia Sommacal, dal pulpito della chiesa dove si stanno svolgendo i funerali della ragazza e di sua madre Monica Montefalcone, morte entrambe in una grotta subacquea alle Maldive.
    "Non dovevamo salutarci così - ha detto Federico con la voce spezzata -. Ricordo l'ultima volta che ci siamo salutati. Una frase semplice, che la trasforma in ultimo saluto. E io sono qui ancora ad aspettarti. Ti sento nelle piccole cose che nessuno nota. Tu eri casa, una sensazione rara. Non avevo più paura del futuro con te. Ti vedevo arrivare con vestito bianco bellissima ti vedevo sorridere davanti a Dio. Ti vedevo camminare scalza a casa. Ti vedevo cercare la mia mano senza dire nulla. Per me, noi ci capivamo anche nel silenzio".
    Fedrico ha ricordato "le giornate organizzate in base alle partite dell'Inter perché era l'unica cosa che poteva batterti. Ti prometto che la prossima volta che ci vedremo cambierò squadra per stare di più insieme".
    "Sono accanto a Matteo... quanto darei per sentire la tua voce che lo rimproverava - ha detto -. Monica mi hai accolto sopportato e amato sempre. Mi chiedeva se avevo mangiato, un' attenzione semplice che va dritta al cuore. Papà Carlo - si è rivolto così a Carlo Sommacal -, mi hai guardato e detto di prendermi cura di Giorgia e spero di averlo fatto in modo da renderti orgoglioso. Mi porterò dentro l'amore immenso che hai provato per Giorgia. Ti prometto che ci saro sempre perché da oggi la tua famiglia sarà la mia. Giorgia amava la vita e le persone e sono sicuro che vi guarderà da lassù con quel sorriso che ci accoglieva tutti - ha concluso -. Sono rimasto dentro quel momento senza uscita. Ti dirò arrivederci e penserò che sei partita per quella lunga vacanza con la mamma. Per sempre ti amo piccola". 





30/05/2026
c.b.