L'allarme è stato da una ragazza che ha visto trascinare un cadavere incaprettato. Decisive le immagini delle telecamere del museo Chiossone
Si chiamava Pietro Alberto Paolo (nella foto), aveva 48 anni ed era conosciuto a Genova, dove da tempo viveva in condizioni di estrema precarietà. È lui la vittima del delitto perpetrato nella mattinata di oggi nell'area verde adiacente al Museo Chiossone.
L'allarme è scattato poco dopo le 10, quando una giovane ha notato una scena inquietante: un uomo stava trascinando un corpo che, secondo le prime ricostruzioni, aveva mani e piedi legati. La segnalazione ha fatto intervenire immediatamente le forze dell'ordine.
I carabinieri, giunti rapidamente sul posto, hanno bloccato e fermato il presunto responsabile. Si tratta di C.C., 42 anni, cittadino senegalese. Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e chiarire il movente dell'omicidio.
L'area è rimasta a lungo transennata per consentire i rilievi scientifici e gli accertamenti necessari all'indagine.
Dichiarazione sindaca Salis - "L'amministrazione comunale sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi della tragica aggressione avvenuta questa mattina a Villetta Di Negro. In questi momenti il mio pensiero va alla vittima e il mio ringraziamento va alle forze dell'ordine che, grazie al loro immediato intervento, hanno individuato e fermato subito il presunto responsabile e stanno ricostruendo la dinamica di una vicenda che ci colpisce profondamente". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis in merito all'omicidio avvenuto questa mattina all'interno del parco cittadino di Villetta Di Negro.
"Quando una persona muore in condizioni così drammatiche, a maggior ragione se si tratta di qualcuno che vive ai margini, non possiamo limitarci allo sgomento - aggiunge la sindaca - ma dobbiamo sentire la responsabilità di guardare con ancora maggiore attenzione e cura dove spesso la città non guarda: verso gli ultimi, verso chi vive in strada, verso chi attraversa fragilità estreme. La sicurezza degli spazi pubblici resta una priorità dell'amministrazione, ma insieme alla presenza e al presidio del territorio serve un impegno sempre più forte di intercettare il disagio, la solitudine e l'esclusione sociale. Genova non può e non deve voltarsi dall'altra parte. Da quando ci siamo insediati abbiamo evidenziato il tema del presidio del territorio, sollecitando un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine negli spazi pubblici e nelle aree più sensibili della città - conclude Salis - è una richiesta che abbiamo portato anche nei tanti confronti istituzionali, da ultimo il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica della scorsa settimana, ribadendo la necessità di un lavoro coordinato tra Comune, forze dell'ordine e istituzioni. Da mesi, inoltre, attendiamo la sottoscrizione dei nuovi Patti per la sicurezza, che consideriamo uno strumento importante per rendere più efficace e stabile questo impegno comune per Genova".
Dichiarazione Lega - “Non è più tollerabile assistere a una simile escalation di insicurezza nella nostra città. I genovesi non possono e non devono rassegnarsi a scoprire, un giorno sì e l’altro pure, tramite articoli di giornale e video social, che interi quartieri sono ormai fuori controllo”. Lo dichiarano i consiglieri comunali della Lega a Genova, Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua. I due esponenti intervengono duramente a seguito degli ultimi, preoccupanti episodi di cronaca che hanno colpito il capoluogo ligure.
“Solo ieri abbiamo denunciato per l’ennesima volta le gravissime situazioni di insicurezza in Darsena — continuano Bordilli e Bevilacqua — e poco fa, in pieno giorno e in pieno centro, si è consumato l’ennesimo episodio inaccettabile all’interno di un luogo storico e frequentato dalle famiglie come Villetta Di Negro. Dagli organi di stampa apprendiamo infatti che il presunto aggressore, un uomo di nazionalità senegalese, avrebbe ucciso un italiano senza fissa dimora. Siamo di fronte a situazioni inaccettabili, che minano la tranquillità dei residenti, dei commercianti e dei turisti”.
Siap - Dopo il delitto di Villetta Di Negro, il segretario del SIAP Genova, Roberto Traverso, richiama l'attenzione sul tema della sicurezza urbana e sul degrado di alcune aree cittadine. Il sindacato condivide la necessità di arrivare alla firma dei Patti per la Sicurezza, ma chiede chiarezza sulla loro struttura e sulle modalità di attuazione. Traverso sottolinea che il Decreto Minniti prevede il coinvolgimento di istituzioni, forze dell'ordine, polizia locale, servizi sociali, associazioni e realtà territoriali. Il SIAP, che ha promosso anche una raccolta firme sul tema, ha già presentato una proposta a Comune, Prefettura e Questura, senza però ricevere riscontri. "Il problema non è solo quando verranno firmati i Patti per la Sicurezza, ma quali contenuti avranno e chi sarà coinvolto", afferma Traverso. "Servono strumenti concreti e condivisi, non annunci o accordi destinati a restare sulla carta". Secondo il SIAP, solo un percorso partecipato e coordinato potrà trasformare i Patti in uno strumento efficace per dare risposte durature ai cittadini.

