Genova, mercato immobiliare 2025: lieve ripresa, ma prezzi ancora in calo

Scritto il 25/11/2025
da Stefano Rissetto

L’aumento dell’intensità della domanda e la riduzione degli sconti sostengono la ripresa, mentre tempi di assorbimento e prezzi restano invariati

Il mercato immobiliare genovese mostra nel secondo semestre 2025 un lieve miglioramento dell’indice di performance, che però recupera solo parzialmente la decelerazione registrata nei mesi precedenti. L’aumento dell’intensità della domanda e la riduzione degli sconti medi sostengono la ripresa, mentre tempi di assorbimento e prezzi restano pressoché invariati. È quanto emerge dal 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025 di Nomisma.

Nel comparto residenziale prosegue la crescita delle transazioni, che nel primo semestre 2025 raggiungono quota 4.620, pari a un incremento del 9,2% su base annua secondo l’Agenzia delle Entrate. La dinamica è favorita dal calo dei tassi sui mutui e dal graduale allentamento degli standard creditizi bancari. La domanda intermediata dalle agenzie risulta leggermente più orientata verso la locazione (55%) rispetto all’acquisto (45%). I prezzi medi, considerando abitazioni nuove e usate, registrano una diminuzione sia semestrale (-0,3%) sia annuale (-0,6%), facendo di Genova – insieme a Roma – una delle poche grandi città con variazioni negative. Lo sconto medio permane al 12% per le abitazioni usate e scende al 5% per quelle in ottime condizioni, mentre i tempi di vendita restano stabili a cinque mesi e mezzo. Sul versante delle locazioni, i canoni tornano a crescere (+3,8% su base annuale e +2,1% semestrale) e i rendimenti medi lordi raggiungono il 5,9%, livelli che il capoluogo ligure non registrava dai primi anni Duemila. I tempi di assorbimento toccano i minimi storici: da un mese e mezzo nelle aree di pregio a tre mesi nelle zone periferiche.

Nel settore degli uffici, il primo semestre 2025 mostra una ripresa tendenziale a due cifre con 87 compravendite contro le 74 dell’anno precedente, ma nel secondo semestre si osserva un arretramento dei prezzi medi, in calo del 3,6% su base annuale e del 2,3% semestrale. I tempi medi di vendita si attestano su 8,5 mesi e gli sconti tornano al 14,5%. La domanda di locazione e il volume dei contratti risultano sostanzialmente stabili, mentre i canoni subiscono una flessione superiore alla media nazionale (-3% annuo e -1,3% semestrale). Il rendimento medio lordo rimane al 5,9%, ai massimi degli ultimi venticinque anni, e i tempi di locazione scendono leggermente a 5,5 mesi, con un marcato divario tra le zone centrali – che si attestano intorno ai 4,3 mesi – e le aree periferiche, dove servono fino a otto mesi.

Anche il comparto dei negozi conferma una fase di riequilibrio dopo il picco del 2024, quando con 502 compravendite erano stati raggiunti i livelli più alti degli ultimi sedici anni. Nel primo semestre 2025 si registra infatti un calo dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024, considerato fisiologico dopo quattro anni consecutivi di crescita. Nel secondo semestre i prezzi medi scendono del 2,8% su base annuale e del 2,3% semestrale. Lo sconto tra prezzo richiesto ed effettivo sale al 14%, con un divario marcato tra centro (8,7%) e periferia (19%). I tempi di vendita diminuiscono a sette mesi e quelli di locazione scendono a 4,8 mesi, mentre i canoni mostrano una flessione annuale del 2,1% e semestrale dell’1%. Il rendimento medio lordo da locazione si mantiene elevato, attestandosi al 7,7%.

Per il primo semestre 2026 gli operatori prevedono una sostanziale stabilità del mercato residenziale, sia in termini di compravendite sia di locazioni e prezzi medi. L’unica variabile attesa in leggero aumento è quella dei canoni di locazione, che potrebbero continuare la loro fase di crescita.