Ex Ilva, spiragli e allarmi: Genova riparte parzialmente, sindacati divisi sul futuro, cresce la pressione per la nazionalizzazione

Scritto il 29/11/2025
da R.S.

Bucci: "Parziale riapertura segnale importante". Bombardieri (Uil): "Azienda chiusa, serve il coraggio di dirlo". Usb: "Vertice inconcludente"

Il futuro dell’ex Ilva torna al centro del confronto politico e sindacale dopo l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Urso, dei presidenti di Regione, dei sindaci dei territori coinvolti e delle principali sigle sindacali. Un appuntamento che ha aperto un nuovo fronte di dialogo, pur senza sciogliere i nodi principali della vertenza.

Per Genova arrivano timidi segnali positivi. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha accolto con favore l’annuncio della parziale continuità produttiva per lo stabilimento di Cornigliano, scongiurando lo scenario peggiore della chiusura totale degli impianti. “È un segnale importante, che va nella direzione auspicata e deve restituire fiducia ai lavoratori e al territorio – ha sottolineato Bucci – ma si tratta pur sempre di una riduzione della produzione, che dovrà essere compensata al più presto per tornare ai livelli attuali”.

La Regione, ha assicurato, continuerà a monitorare la situazione e a mantenere un confronto costante con Governo, azienda e parti sociali, con un nuovo tavolo previsto già la prossima settimana.

Di tono ben diverso l’intervento del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che dalla manifestazione nazionale del sindacato parla senza mezzi termini di una realtà ormai compromessa: “L’Ilva è sostanzialmente chiusa. Bisognerebbe avere il coraggio di dirlo e allo stesso tempo di aprire una discussione seria su come salvaguardare i 12mila lavoratori”.

Bombardieri rimarca la necessità di ripensare il futuro dell’acciaio in Italia, attribuendo responsabilità non solo al Governo, ma anche al Comune di Taranto e alla Regione Puglia. Pur ribadendo che l’acciaio in Italia è indispensabile e che l’ex Ilva va salvata, per la Uil il punto di partenza è riconoscere l’attuale stato di crisi profonda.

Ancora più dura la posizione dell’Usb, che giudica “inconcludente” l’incontro al Mimit, soprattutto per lo stabilimento di Taranto, da cui dipendono 18mila lavoratori considerando l’indotto. Il sindacato denuncia una vertenza “ancora nel limbo”, lamentando l’assenza di una strategia condivisa tra istituzioni e Governo e chiedendo una scelta politica chiara: “La strada è la nazionalizzazione”, afferma l’Usb, richiamando il precedente francese con il percorso avviato per ArcelorMittal France.

Il coordinamento sottolinea inoltre come la prosecuzione delle attività a Genova e Novi Ligure, a fronte dello stop a Racconigi, richieda un tavolo comune e unitario. Genova, in particolare, rivendica un ruolo centrale attraverso la banda stagnata, considerata cuore produttivo e strategico per il rilancio del gruppo.

"Non siamo soddisfatti dell'incontro di Roma perché il governo non ferma l'idea del ciclo corto e questo è pericoloso per tutto il gruppo e il rischio concreto per lo stabilimento di Cornigliano che se dovesse fermarsi anche per poco tempo chiuderebbe per sempre. Di fatto abbiamo ottenuto che abbia continuità produttiva la banda stagnata e questo è un dato positivo, ma stoppare la zincatura non è accettabile perché il processo è di ulteriore riduzione produttiva ed è l'opposto di quello che serve per il mantenimento della siderurgia, che deve aumentare la produzione, rispondendo alla richiesta del mercato e alle esigenze dei clienti". Così in una nota il segretario generale Fim Cisl Liguria Christian Venzano e Nicola Appice, rsu Fim Cisl Ex Ilva a Cornigliano.
    "Per questo va convocato con urgenza il tavolo a Palazzo Chigi con le segreterie nazionali, perché il governo deve ritirare questo piano e tornare al piano condiviso con le organizzazioni sindacali per dare continuità produttiva e prendersi la responsabilità del rilancio della siderurgia - conclude la nota -. Così si distrugge la siderurgia italiana e l'unica colpa sarebbe dello Stato. Lunedì mattina assemblea a Cornigliano con i lavoratori e siamo pronti per altre iniziative di mobilitazione".