La società di trasporto pubblico locale deve affrontare questioni urgenti e pianificare il proprio futuro
E' il giorno delle grandi novità in Amt, azienda di trasporto pubblico locale a Genova e nella città metropolitana: alle 14 si riunisce l'assemblea dei soci per nominare il nuovo consiglio di amministrazione, dopo le dimissioni dei vertici arrivate alla fine di luglio e poi ratificate a inizio agosto.
Berruti - Secondo tutte le indiscrezioni della vigilia sarà Federico Berruti il nuovo presidente dell'azienda: già Sindaco di Savona per due mandati e presidente della stessa provincia tra il 2004 e il 2006. 58 anni, l'ex politico è un economista, laureato alla Bocconi con il massimo dei voti, e negli ultimi anni si è dedicato alla sua professione di commercialista e alla libera docenza nella stessa prestigiosa università milanese in cui ha studiato.
Il cda - Con Berruti dovrebbero fare il loro ingresso nel Consiglio di amministrazione anche Ilaria Fadda, esperta in diritto del lavoro, il manager Enrico Franchini, Ivana Toso, una lunghissima carriera prima in Atp e poi in Amt, già consigliera di amministrazione di Atc La Spezia e di Genova Parcheggi ed Elisabetta Pistis, già nel Cda di Atm Milano.
Nuovo corso - Attorno ad Amt si sono concentrate molte delle polemiche politiche che hanno caratterizzato la fase iniziale del mandato della Sindaca Silvia Salis: da accuse di malversazione - sempre respinte dall'amministrazione uscente - alla necessità di elaborare un nuovo piano industriale. Sul tavolo dei nuovi vertici ci sarà il reperimento dei fondi necessari per garantire la continuità industriale e il pagamento degli stipendi al personale (dall'ultima riunione con i sindacati è emersa tranquillità solo fino a settembre): non solo, Amt dovrà dirimire molte questioni aperte, dalla conferma del piano tariffario impostato dall'amministrazione Bucci, che prevede diverse gratuità, fino alla prosecuzione delle opere dei cosiddetti '4 assi'. Da ciò che si apprende, ma al momento sono solo ipotesi, il Comune starebbe pensando a una rimodulazione delle gratuità da stabilire in base al reddito (in particolare all'Isee) e non all'età.